Il pirata e il taccuino

Cito da un post di

http://iamarf.org/2013/04/09/ok-qualcosa-su-piratepad-ltis13/#comment-15143

piratepad è carino e mi trovo pienamente d’accordo con Andreas che il bello non sta nelle “molteplici funzionalità” ma in ciò che ti suggerisce una applicazione. E nel fatto che soddisfi una tua specifica esigenza. Per esempio io credo che lo userò perché ho l’esigenza di far collaborare alcune persone in coppie per scrivere le definizioni di un glossario. Per una cosa così piccola come delle definizioni utilizzare un’applicazione complessa che offre la possibilità di strutturare pag e capitoli non serve. E’ ridondante. E imparare ad usarla svia dallo scopo di ciò che voglio che facciano: scrivere delle definizioni fatte bene e sintetiche. 500 caratteri al massimo.

Invece spippolando ho trovato questo http://padlet.com . Mi sembra bellino e, con la stessa filosofia di piratepad, permette di fare cose un po’ diverse anche se con molta semplicità. In pratica ti apre un “muro” (wall) dove puoi scrivere dei post, appendere foto, link ecc. Una modalità molto più “visiva” che verbale…..
Anche questo si può usare senza fare l’account, ma lo si può anche fare (@andreas mi dici perbene che differenza c’è tra usare o no l’account?). e poi ci si può sbizzarrire. Il tuo muro può essere pubblico, privato, con password, su invito e anche “nascosto da goolge” (@ andreas, che significa?)
Per ritrovare il tuo muro è come su piratepad: o ti annoti il nome (indirizzo che gli danno) ho, meglio, te lo inventi tu. Io ho fatto un muro che ho chiamato provagiovi e mi piacerebbe capire se qualcuno di voi lo vede e se ci potete scrivere liberamente sopra.
Esplorare e condividere… qualcuno poi si incuriosisce ed esplora insieme a te, e magari ti spiega quello che non hai capito…
Sto entrando nella filosofia di questo caos..forse…. e comincio a pensare che aggiungendo caos si può fare anche ordine alla fine….

Così me lo ricordo, voglio provare. Cercherò suggerimenti nel villaggio.
Notte

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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One Response to Il pirata e il taccuino

  1. Andreas says:

    Se un sistema non richiede account vuol dire che non gli dai le tue generalità. Se ci apri un documento, successivamente per ritrovarlo ti devi rammentare l’indirizzo al quale quel servizio ha riservato uno spazietto. Tu per lui sei uno sconosciuto che ritorna, finché ritorna. Per lui il valore della tua partecipazione sta nel fatto che tu contirnuisce a dimostrare che quel servizio serve. Per lui le motivazioni sono di natura etica, in generale. Se la vuoi vedere in maniera commerciale è come un cliente che si reca in un negozio e compra qualcosa in contante.

    Se il sistema chiede un account allora ha luogo una transazione commerciale che va oltre l’eventuale prezzo che tu paghi per un eventuale prodotto (in FB non compri niente, per esempio). Tu dai l’account. Tu guadagni una futura navigazione facilitata. Loro ti hanno nel database e hanno un valore addizionale sotto forma di target pubblicitario migliorato. Loro potrebbero tentare di orientare i tuoi comportamenti. Esempio: Google tenta di boicottare lo standard dei feed RSS (e simili) perché non funzionali a aziende internet con intenzioni monopolizzanti. L’esempio mostra anche cosa intendo con nascosto da Google.

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