Primo maggio

Aprivamo la finestra , la mattina del primo maggio.
La nonna, la mamma ci chiamavano: “Venite a vedere!”

E lei c’era sempre. Sulla cima del cipresso più alto della collinetta detta “Castellaro” sventolava la bandiera rossa, proprio sopra il borgo dove era casa mia.

Mia madre si commuoveva. Cantavamo un po’ “Avanti popolo…”, ridevamo. E la mamma raccontava di quando anche al tempo del Fascio, tutti gli anni, la bandiera miracolosamente, la mattina presto appariva sul Castellaro, e suo padre, il nonno mai conosciuto, la svegliava per fargliela vedere prima che i fascisti la togliessero. Cantavano bandiera rossa anche allora, ma sottovoce perché era proibito, mentre il nonno si faceva la barba nel bagno.

Sono anni che la bandiera non la mette più nessuno. Io ci guardo sempre, il primo maggio, ma non c’é. Non sono assolutamente nostalgica. Politicamente intendo. Di mamma sì.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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6 Responses to Primo maggio

  1. Antonella says:

    Che bei ricordi! Nel mio paese,Bagnore,una frazione del comune di S.Fiora ( Grosseto) ancora si pianta Il Maggio,un lungo fusto d’abete sulla cui sommità sventola una bandiera rossa…esattamente come stamattina…ma nessuno canta “Avanti popolo”…osservandola mentre sventola in questo cielo inquieto,ho la sensazione che non sprigioni piu’ la stessa energia e che la voglia di combattere e reagire alla negazione dei diritti dei lavoratori ,si sia perduta per sempre…ma non sarà così,cambierà…sono sicura.Un abbraccio

  2. criszac68 says:

    Grazie, Sabina, per questa intensa narrazione che ci hai regalato..di nostalgia no, ma di tanto autentico sentimento per affetti, valori, idealità, trasudano le tue parole…Aprire le finestre sul passato per continuare ad ampliare gli orizzonti del presente. Buon 1°maggio! Cri

  3. tnt54 says:

    Io ho anche nostalgia ‘politica’…. nel senso di nostalgia di quando la politica era una cosa in cui si poteva credere, in cui i politici erano persone oneste.

    Vieni o Maggio t’aspettan le genti
    ti salutano i liberi cuori
    dolce Pasqua del lavoratori
    vieni e splendi alla gloria del sol

    Squilli un inno di alate speranze
    al gran verde che il frutto matura
    e la vasta ideal fioritura
    In cui freme Il lucente avvenir

    • sabinaminuto says:

      Penso sia per la scuola che per la politica i tempi siano assolutamente diversi e che occorra in entrambi i casi ripensare modalità, azioni, oggetti, approcci senza rimpiangere solo il passato che ormai appunto é “passato”.

      Ma sono sicura che anche tu la pensi così e il tuo rimpianto sia dunque per quella attitudine alla moralità che una volta permeava di più il vivere e il lavorare di chiunque.

      Io ho fiducia nel cambiamento, se no che insegnante sarei?
      Buon primo maggio

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