Sconvolta da come si possa lavorare poco presupponendo di lavorare già troppo

Di fronte alla società della globalizzazione, della conoscenza pervasiva, del rischio esistenziale, sembra perdersi il “senso” della scuola, il suo essere luogo deputato alla trasmissione della conoscenza (da una generazione all’altra) e alla formazione delle persone e dei cittadini. La scuola rischia di apparire un non-luogo, un gigantesco “falansterio sociale” con il compito di contenere i ragazzi e di fare passare loro il tempo della crescita, possibilmente senza incidenti o danni.”

“Si impara ad apprendere a scuola se questa abbandona la pretesa di consegnare saperi, abilità, capacità definitive (vedi l’insegnamento delle scienze per definizioni, piuttosto che per scoperta e ricostruzione storica). Invece della quantità, tipica dei repertori di conoscenze “inerti”, servono chiavi di lettura, reti, mappe; è necessario scendere in profondità piuttosto che in estensione.” G.Cerini

Sconvolta da come si possa lavorare poco presupponendo di lavorare già molto (sto parafrasando) oggi decido di trovare speranza nel Prof Cerini, che stimo molto, e che anche questa volta non delude.
Qui tutto l’articolo,da cui, poichè preferisco la ricerca delle soluzioni alla sottolineatura dei problemi, traggo quanto segue che mi sia di monito e di viatico, anche già per domattina

Gli insegnanti efficaci: una check-list dell’OCSE

– accuratezza nella preparazione delle lezioni;

– selezione appropriata dei materiali;

– definizione chiara di obiettivi agli studenti;

– mantenimento della disciplina in classe;

– costante verifica del lavoro degli studenti;

– ripetizione della lezione in caso di difficoltà;

– buon uso del tempo;

– fiducia nelle capacità di apprendimento degli studenti;

– convinzione nella propria responsabilità nell’apprendimento degli studenti;

– condivisione degli scopi dell’istruzione con i colleghi;

– essere d’accordo sul fatto che lo scopo della scuola sia promuovere l’apprendimento degli studenti;

– forte impegno nel successo accademico degli studenti;

– strette relazioni collegiali;

– flessibilità, creatività, adattamento delle proprie capacità di insegnamento ai bisogni degli studenti;

– uso di diverse strategie di insegnamento;

– uso di diversi stili di interazione,

– chiarezza espositiva ed argomentativi;

– comportamento orientato all’impegno;

– uso dei suggerimenti e delle idee degli studenti.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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