Elogio della lentezza

Una tartaruga cammina sotto i banchi all’inizio del film  “Essere e avere “che ieri il Prof. Cerini ha citato in un incontro sulle “Indicazioni 2012 per il curricolo”.

La slow school appunto, una scuola lenta, che recupera anche il valore delle pause, del silenzio, dei tempi della riflessione, dei tempi a volte inesorabilmente lenti dell’apprendimento. Tutto, intorno, va veloce, il mondo cambia con una rapidità mai vista fino ad ora.

Ma a volte proprio per stare al passo è necessario fermarsi un attimo, riflettere.

A me piace la lentezza se serve per imparare meglio: dobbiamo puntare alla profondità di ciò che insegnamo non all’estensione.

“Ho finito il programma” , ma mi domando finito per chi? Forse per i docenti, poichè, di per sè, ciò non vuol dire che per  gli alunni sia finito, che lo abbiano appreso o che solo abbiano appreso qualcosa.

A me piace la lentezza dei tempi distesi per la riflessione: la scuola che cerca un baricentro deve forse concedersi una certa lentezza, avviare un confronto, senza correre, senza paura di rimanere al palo.

Lo dicevano ieri le colleghe di Alassio. Ed avevano ragione.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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