Grazie Daniele

Questo post da Appuntamento sui temi della scuola è prorpio quello che volevo per incrementare la mia riflessione odierna sulle tecnologie anche in seguito allo scambio di idee con Daniele.

Cito solo queste righe :

Le nuove tecnologie dell’informazione la comunicazione liberano gli insegnanti da tutta una serie di compiti e quindi permettono agli insegnanti di riorganizzare il loro modo di lavorare, di concentrarsi sulle nozioni più difficili, sui concetti poco padroneggiarsi o su quelli che non sono stati ben capiti. Inoltre le nuove tecnologie permettono agli insegnanti di identificare i gruppi di alunni e studenti per livelli di competenza, di fare lavorare gli studenti separatamente oppure di creare gruppi misti nei quali le varie competenze si completano e compensano. In classe, sempreché sussistano le classi, ma questo potrebbe ancora succedere per diversi anni, sarebbe possibile approfondire le spiegazioni, perfezionare lo svolgimento delle esercitazioni, familiarizzarsi con la complessità. Il programma non diventa più un binario obbligato e gli insegnanti potrebbero interagire molto più liberamente con gli allievi o con la classe con la quale lavorano.”

Segnalo inoltre la parte intitolata “Restaurare il valore del mestiere di insegnante” che mi riservo di leggere con più calma domani specialmente laddove si introduce il concetto di adaptive learning.

Cattura-calvani

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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3 Responses to Grazie Daniele

  1. Daniele says:

    riCiao, Sabina (stasera -stanotte, ma non ho ancora s
    Penso anch’io cheonno e la mia compagna, che fa l’infermiera, è al lavoro- sei la mia interlocutrice privilegiata).
    Ho letto velocemente, ma con fatica per il pessimo italiano, il post che hai proposto. Gli argomenti che rimangono aperti sono tanti. Emerge il fatto che i vantaggi elencati riguardino più il controllo che l’interazione. Nel senso che il vantaggio principale delle tecnologie digitali dovrebbe consistere nell’acquisizione di una maggiore autonomia nell’apprendimento: si impara facendo (uno degli obiettivi che riuscivo a rinforzare decisamente per mezzo del laboratorio di pittura).
    Perché i computer (o i tablet) a scuola siano veramente utili, bisogna impostare le lezioni come didattica laboratoriale, cioè a piccoli gruppi (massimo 10 con un insegnante o due insegnanti affiatati per una classe intera… di 25 alunni se motivati).
    Mi sono trovato molte volte, per caso perché dovevo utilizzare una postazione, in un laboratorio informatico con una classe e un insegnante e, invariabilmente, la maggior parte degli alunni, se non osservata, faceva tutt’altro. Anch’io, . come te, insegno alle medie. Quando facevo “Connectando Mundos”, un progetto sulla “cittadinanza globale”, utilizzavo le ore d’italiano con l’insegnante in compresenza. Anche se passiva, perché si dichiarava incompetente, comunque aumentava la sorveglianza.
    E qui torna l’argomento “tagli”. Lottare non è “lamentarsi”: è un atteggiamento attivo, non passivo (anche perché fare sciopero costa un bel po’: la detrazione è al lordo).
    Non sono daccordo con il finale dell’articolo quando dice che i cambiamenti non possano avvenire dall’interno: ognuno deve essere responsabile per la propria parte.
    Penso anch’io che “le nuove tecnologie saranno tanto più efficaci quanto più diventeranno invisibili o più semplicemente banali”.

    bon nuit

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