Flipped or not flipped ?

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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5 Responses to Flipped or not flipped ?

  1. Interessante, direi anche molto difficile da realizzare con continuità. Personalmente ho provato a sperimentare attività in cooperative learning e già risultano faticose da gestire, sia per il rumore che si produce (finalmente anche in questo video viene sottolineata l’inadeguatezza delle nostre strutture scolastiche), sia per i tempi lunghi che richiede, sia perchè alcuni ragazzi, come riportato anche nel video, hanno bisogno di un affiancamento costante, che il docente Columba individuava come di tipo comportamentista. Dunque credo che la sperimentazione, che richiede un impiego non indifferente di energie e competenze informatiche, possa essere condotta per brevi e limitati segmenti. Che ne pensi?

    • sabinaminuto says:

      Personalmente é un po’ che ci provo sia con il cooperative learning che con la flipped classroom.

      Ne ho parlato in altri post precedenti.
      Ho fatto brevi video con educreation soprattutto per alcune lezioni di grammatica e un po’ a qualcosa è servito.
      Non credo sia una pratica da usare sempre ma da alternare ad altre metodologie come anche il cooperative learning.

      Per ora la sperimento anche per i compiti delle vacanze. Vedremo.

      Non ho sperimentato il rumore che non é mai stato un problema, ma la lentezza sí. Tuttavia come ha detto una collega recentemente credo sia possibile lavorare più sul togliere che sull’aggiungere, sulla qualitá che sulla quantitá. Attualmente mi interessa di piú sperimentare la costruzione di competenze e di abilitá senza lasciarmi troppo prendere dalla foga dei programmi e dei contenuti.

      I risultati a scuola non sempre si vedono subito , ma bisogna aspettare con fiducia.

      Ogni metodologia ha i suoi pro e contro. Quindi io per ora ci provo poi ti saprò dire.

  2. luciab says:

    Sono d’accordo con Adriana. Non può essere la modalità di insegnamento costante per una serie di motivi. I miei allievi adolescenti (soprattutto i più grandi) preferiscono rimanere “passivi” perché è meno impegnativo, o forse perché hanno così tanti insegnanti… innovativi che quando c’è qualcuno che fa loro una lezione tradizionale ne approfittano per rilassarsi!
    Non sto scherzando. Nell’economia energetica dei miei studenti di liceo entrano molti fattori: le lezioni mattutine, i corsi pomeridiani (sport, corsi di certificazione linguistica, teatro, conservatorio e perché no, qualcuno anche volontariato), lo studio inevitabile (c’è anche quello) e il relax.
    Per dare un’idea concreta, mentre mia figlia 17enne ha avuto come unico compito estivo la lettura di un libretto in inglese semplificato, gli allievi di certe mie classi hanno da leggersi come minimo una dozzina di libri (più riassunti/recensioni/attività di comprensione varie).
    La soluzione unica buona per tutti non c’è. Ogni situazione va valutata, come sempre, ma direi che l’elemento “magico” per il successo nell’apprendimento è – per quel che riguarda gli insegnanti – l’efficacia della squadra di lavoro, ovvero il Consiglio di classe, i progetti interdisciplinari o comunque condivisi, l’integrazione dei percorsi, insieme ad una continua disponibilità all’ascolto per la soluzione dei problemi.
    In questo quadro, la “flipped class” ci può stare, ma non facciamone l’ultima moda.

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