Grazie, prof.

“… se c’è un lusso che veramente tutti possiamo concederci ad libitum è proprio quello di imparare sempre e sempre di più; questa è l’unica droga buona. Sì, è proprio una droga perché crea assuefazione: più impari e più vorresti imparare. Ma attenzione, funziona anche alla rovescia: più rinunci e meno puoi imparare. Questa è la missione fondamentale degli educatori: innescare il processo virtuoso. E non si può predicare bene e razzolare male Quindi nessuna rinuncia!”

“tutti siamo principianti, lo siamo stati e in qualche aspetto lo siamo sempre. Einstein era un principiante prima di porre mente ai problemi che lo hanno interessato. E stai pur sicura che tutti i grandi creatori – non i fanfaroni che popolano i media – si sono sentiti principianti per tutta la vita, perché, ossessionati dal desiderio di conoscere, dopo ogni problema risolto hanno visto nascere un’altra manciata di problemi da risolvere. Coloro che non si sentono principianti sono morti. E questa è la morte veramente triste, non quella fisiologica.

Ho letto stasera queste parole di commento ad un post di una collega e ho pensato che mi piacciono tanto, mi ci ritrovo.
Dico quindi grazie al prof .Andreas che le ha scritte perché, benché non rivolte a me, mi sono sembrate davvero consolanti.

Oggi abbiamo concluso il percorso di un anno scolastico con un collegio docenti avvilente e triste.
Chi non chiacchierava,come me, ha potuto seguire lo svolgimento ed effettuare un interessante studio sociologico su uno spaccato della classe docente in cui, purtroppo, mi riconosco davvero poco.

Non mi piace chi urla e non discute, chi guarda il dito e non la luna, chi critica senza essersi impegnato per conoscere, chi accusa ma non sa di cosa parla semplicemente perché di quelle cose mai si é interessato.

Dunque grazie prof, perché quelli come lei esistono, lavorano, ci credono e a me trasmettono l’entusiasmo di un lavoro tra i piú belli del mondo.

Davvero, ancora, thanks.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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