Per correttezza

“Nella scuola non ci sono insegnanti bravi o cattivi” “per correttezza tutti siamo uguali”.
Così han detto i colleghi in Consiglio di istituto dopo che io ho presentato il mio progetto di cl@sse 2.0 per il quale ho ottenuto 25000 euro di finanziamento.

È vero non ci sono insegnanti buoni o cattivi, ma che lavorano e non lavorano sì.
E così mi devo sentir dire che saranno i colleghi a decidere come , dove su quale classe dirigere il progetto che per altro, essendo l’unica che se ne interessa , é ovviamente pensato per la mia.
( e nella richiesta c’é scritto proprio così).

Non importa nulla che agli altri colleghi non importi ne sia mai importato nulla di innovare la didattica, fare i corsi di aggiornamento, usare PC, tablet, studiare, e tutto il resto.

E così, per correttezza, lascerò ad altri il compito di organizzare questo progetto su cui ho speso due anni e ho preparato con tanta fatica.

È giusto: lo ha deciso il collegio docenti fra strepiti ed urla. Lo hanno ribadito ieri in Consiglio di Istituto.

Io, per me, sapevo di non dovermi aspettare nemmeno un grazie per un finanziamento che da solo supera l’intero FIS della scuola. Mi ero preparata.
Ma di fronte a tanta arroganza e ottusità mi arrendo.

Aspetto che esca l’ordinanza per le assegnazioni provvisorie .

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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27 Responses to Per correttezza

  1. marina.p says:

    …non ho parole…solo una grande, infinita com-passione….

  2. Luciab says:

    Chi si impegna è “minaccioso” per gli altri perché costringe ad un confronto nel quale “quegli altri” si sentono perdenti, e magari anche esposti al giudizio.
    Poi c’è lo pseudo-sindacalismo: “Se tu vai un pomeriggio gratis a scuola, non sia mai che qualcuno si sogni di farci andare tutti” e via discorrendo. Argomento comunque da non prendersi alla leggera, perché qualche dirigente ha costruito la carriera sul senso missionario dei “suoi” docenti migliori.
    Avvilente, veramente avvilente. Ma il/la tuo/a dirigente, non ti sostiene?

    • sabinaminuto says:

      La mia dirigente va in pensione , é il suo ultimo anno ma il primo nel nostro istituto.
      Certo ha detto che il progetto era stato richiesto per quella classe e che quindi POI sarebbe certo finito lì.

      Il problema è che io sono stufa e sono stanca.
      Stufa di dovermi anche giustificare perché mi piace lavorare e lo faccio al mio meglio.
      Stanca perché dover anche subire il trattamento ignobile da parte dei colleghi davanti a tutto il Collegio e al Consiglio di Istituto mi sembra non solo ingiusto e immotivato ma ora anche intollerabile.

      Potrò mai lavorare poi con quelle persone?

      Non credo. Il gioco non vale la candela e non vorrei mai che le tensioni fra docenti ricadessero sui ragazzi. ( quante volte é già successo!)

      Dunque in questi giorni rifletto e appena esce l’ordinanza deciderò.
      Certo che qualcosa devo aver sbagliato perché tanto livore mai lo avrei immaginato.

      Grazie, comunque. Almeno mi conforta il sapere che a scuola, da qualche parte, qualcuno la pensa come me.

  3. Luciab says:

    Di solito le persone che strepitano più forte sono proprio quelle che non vogliono poi farsi carico delle responsabilità… Io lascerei trapelare la tua intenzione di andartene e poi starei a guardare cosa succede.
    Certo che se poi è impossibile costruire una squadra che abbia un minimo di obiettivi condivisi, è meglio non mettere la propria firma su di un progetto che non può funzionare.
    Questo puoi valutarlo solo tu.

  4. Anna Cilia says:

    Capisco la delusione, seguo da tempo il tuo blog che apprezzo in modo particolare, anzi ho colto molti spunti da realizzare nelle mie classi l’anno prossimo. La competenza e la professionalità con le quali ti poni non mancheranno di fornirti le soddisfazioni che meriti. A presto

  5. Jenny says:

    Cara,
    ti ho scoperto poco fa perché hai scelto uno dei miei Pearltrees e così ho seguito la traccia di briciole fino al tuo blog.. Poi ho letto con grande tristezza il tuo post! Non sai quanti ti capisco e ti sono vicina! Anch’io vivo e ho vissuto spesso esperienze simili alla tua. Non mollare! So che l’amarezza e la stanchezza sono forti e a volte ci sommergono, ma non possiamo permettere che i ragazzi perdano un’insegnante come te, specialmente su un progetto come quello della classe 2.0 che sicuramente porterebbe tantissimo entusiasmo! Dai, mi piacerebbe sentirti, anch’io insegno lettere alle medie e quest’anno avrò una classe 2.0. Dobbiamo trovare anime e colleghe affini anche lontane per sostenerci a vicenda!

    Un abbraccio e complimenti per il blog!

    Jenny

    • sabinaminuto says:

      Grazie mille!

      Proprio domani avremo la resa dei conti a scuola e ancora adesso non so bene cosa dirò o farò. Nulla credo, perché discutere con chi non ha voglia di ascoltare ma solo di far polemica mi distrugge.

      E tu?
      Dove insegni?
      Hai un blog?
      Vedo un indirizzo….adesso vado a vederlo.
      Anche tu inizi una 2.0?
      Come vi siete organizzati?
      In quanti nel CdC?

      Ciao,
      Che piacere averti incontrato!
      Adoro il web anche per questo.

      Sabina

      • Jenny says:

        Ciao,

        io spero tanto che tu possa portare avanti il tuo progetto di classe 2.0, anche se capisco la difficoltà a gestirlo senza colleghi che abbiano voglia di collaborare.

        Il blog non è tanto mio quanto dei ragazzi della mia classe ed è http://www.scrittoridiclasse.it E’ legato ad un writing workshop per il quale ho studiato veramente tanto e che è una modalità proprio diversa di insegnare italiano (indovina quanto io abbia potuto condividere questo approccio didattico a scuola…). 😦

        Insegno a Carpi (MO) e abbiamo avuto quest’anno il finanziamento di Coop Estense in seguito al terremoto dell’anno scorso, quindi la mia classe diventerà una Mixed Mobile. Ci stanno arrivando 14 Tablet, 14 Chromebook e 1 LIM!

        Per quanto riguarda i colleghi eravamo in 3 proti a partire (con i colleghi di Inglese e Matematica) perché gli altri sono quasi tutti supplenti, ma purtroppo la collega di Mate ha perso il posto… Ovviamente sono molto preoccupata, ma speriamo che arrivino persone in gamba che si lasceranno coinvolgere..

        Magari se mi mandi una mail proviamo anche a scambiarci qualche dato in più e magari qualche sfogo… Intanto in bocca al lupo per domani e tienici aggiornati!

        A presto,

        Jenny

      • sabinaminuto says:

        Certo!
        sabina.minuto@istruzione.it
        Che bello il writing workshop…dove? Come?
        Io mi entusiasmo sempre per tutto , mi piace tanto ll mio lavoro.

        Noi abbiamo optato per gli ipad in classe in comodato alle famiglie e ci saremmo orientati ad usufruire di Apple education che ci sembra molto molto avanti nel settore.

        Qualche LIM l’abbiamo giá e io ho usato tutto l’anno Lim piattaforma elearning e registro on line.

        Ma con tutti devices diversi, quelli privati dei ragazzi e un lavoro enorme e impossibile da affrontare da soli.

        Dico noi ma in realtà siamo in due e nemmeno nella stessa classe.

        Ma…..

        Mi mandi qualche notizia del Workshop e del modo di lavorare?

        Quest’anno ho condiviso il corso ltis dell IUL. Il blog é nato da lì , è gratuito e ancora aperto, lo conosci?

        Ciao

  6. Jenny says:

    P.S. Anch’io sono felicissima di averti incontrata e spero che questo sia l’inizio di una super collaborazione! W le affinità elettive! :9

  7. maestro ale says:

    Ciao,
    non sai come ti capisco, sia per quanto riguarda il lavoro con i colleghi sia per il fatto di spendere del tempo in più per fare qualcosa in cui crediamo ( e per il quale veniamo guardati male). Auguri.

  8. Luisella says:

    Cara Sabina, leggo solo ora questo post. Come è andata? Purtroppo in molte scuole è così. Il ruolo del dirigente è decisivo anche in questo, e capisco anche la tua situazione. Nella scuola dove lavoro per una decina d’anni abbiamo avuto dirigenti supplenti, spesso vicini al pensionamento, ed era un disastro sotto tutti i punti di vista (anche il numero degli studenti iscritti era dimezzato, con conseguente calo del corpo docente!). Ora è tutto diverso, certo, gelosie a volte ce ne sono, ma c’è anche molta collaborazione, e nessuno si azzarderebbe mai a dire che i docenti sono tutti uguali, soprattutto in relazione a un progetto in cui sono previste competenze specifiche (anche perché il bando stesso prevedeva di scegliere una classe fin dall’inizio, anche in base alle competenze dei docenti del cdc!). La scelta della classe non doveva e non poteva essere discussa a posteriori dal collegio o dal cdi! In ogni caso, spero che si sia risolto tutto….

    • Jenny says:

      Ma infatti, sono d’accordo con Luisella! Anche a me sembra strano il tutto: il progetto classe 2.0 prevede proprio che si scelga una classe specifica, come fanno ad opporsi? Ma c’è qualche altro cdc con persone disposte a seguire la formazione prevista e a partecipare in modo attivo come richiesto dal progetto? Altrimenti cosa parlano? Pazzesco! Mi sta venendo un nervoso incredibile a distanza! Speriamo che la logica e il buon senso prevalgano sulle invidie e sull’ignoranza.. Un abbraccio e facci sapere!

  9. marina.p says:

    Ciao Sabina!
    Riemergo solo ora da due giorni di operai in casa e sono venuta a troverti per sapere com’è andata… Non è pura curiosità, ma la speranza di sentire che (una volta tanto) il cervello ha prevalso su altri interessi! Spesso le tue parole amare riassumono le situazioni di tanti di noi, ma stare insieme aiuta a superare i momenti brutti! Come già ti dissi una volta, nella tua scuola forse non hanno capito quale risorsa sei…( o forse l’hanno benissimo e questo dá fastidio?)
    Siamo con te! 😉

    • sabinaminuto says:

      Carissime Luisella, Lucia, Marina e tutti gli altri,
      è andata bene!
      O meglio così così.
      Dopo due ore di discussione dove si è capito benissimo che la polemica era fine a se stessa è passata la linea sostenuta fin dall’inizio delle due classi seconde di cui una è la mia.
      Mi rimane però il dubbio: é vittoria o una sconfitta?
      Si alla fine il progetto si farà ma lascia l’amaro in bocca:
      Quando hanno capito che c’è da lavorare di più e non solo da riempirsi la bocca quelli, che urlavano in Collegio, sono stati zitti.

      Alcuni hanno di nuovo sventolato la bandiera della scuola democratica dove tutti decidono per tutti, senza però vedere che gli interessati erano, sono e saranno sempre gli stessi.
      Perché la democrazia é anche partecipazione ( che citazione) ma quando tocca a me ….no grazie, preferisco di no!

      E alla fine di fronte alla evidenza dei fatti che parlavano da soli e alla eventualità che ti tocca lavorare anche al pomeriggio, ogni tanto, il progetto non era più così interessante o appetibile.

      A far bella figura con il lavoro degli altri son capaci tutti.
      Peccato che poi già ci sarà una riunione il 17 e una il 29 luglio e dunque meglio defilarsi per tempo.

      Ma così vanno le cose…o meglio continuano ad andare nel secolo ventesimo primo!
      Invece alcune colleghe sono rimaste entusiaste….meno male.
      Aspetto aiuto e consiglio da tutti! A cominciare dal regolamento perl’uso di ipad in classe. Ho già quello di Luisella se ne avete altri….
      Grazie a tutti, un bacio
      Sab

      • Luciab says:

        Felicissima che il metodo abbia funzionato e i pavidi si siano ritirati. Certo che lascia l’amaro in bocca, ma per fortuna c’è anche chi si è entusiasmato, e quindi magari in futuro… 😉
        Anche io sono interessata al regolamento per l’uso dell’iPad. Luisella, perché non lo pubblichi sul tuo blog??

  10. marina.p says:

    È una vittoria! Magari faticosa, ma una vittoria.
    I “blablabla” si riempiono e si svuotano la bocca da soli…. Ha vinto la scuola della passione e dell’entusiasmo, dell’insegnante che ha voglia di imparare, del professionista che non guarda l’orologio.
    Vai avanti, Sabina! Altri ti seguiranno.

    • sabinaminuto says:

      Grazie!
      Ma dove vi nascondete colleghe che non vi incontro mai sul mio cammino?

      Un po’ di ottimismo e anche di orgoglio non guasta!
      Evvai!

      • Andreas says:

        Eh… qui sta la differenza sostanziale fra realtà fisica e cyberspazio – se popolato bene. Le persone con affinità simili alle tue sono tantissime ma sono ancor più rade. La probabilità che tu ti ci possa imbattere all’interno della cerchia delle conoscenze fisiche, dell’ordine di qualche centrinaia di persone, è molto bassa. Nel cyberspazio sono invece tutti vicini. Certo, bisogna sapersi muovere e saper tessere relazioni, come tu stai facendo. In fin dei conti, è questo che stiamo cercando di imparare, no?

      • sabinaminuto says:

        Non so prof se lo sto facendo; certo nel cyber spazio, come lei lo chiama, tutto é più facile: stai solo con chi ti é affine e l’impegno , in fondo, non é poi gravoso, non così coinvolgente. Ma al di qua, nelle vita vera, io passo sempre per la rompiscatole quando va bene, per la arrogante e presuntuosa tutte le altre volte.

        È vero, un po’ lo sono ultimamente: é che non sopporto più di perdere tempo a fare cose che mi risultano inutili e anche poco produttive. A spiegare a chi non vuole capire, a mediare, a negoziare, ad accettare compromessi che ritengo poco dignitosi.

        Uffa…

        Meno male che nel cyber spazio almeno mi sento a mio agio o quasi.

  11. Andreas says:

    Potrei dire esattamente le stesse cose. Penso tuttavia che nell’ambiente scolastico sia molto più difficile.

  12. Luisella says:

    Fatto, ho appena pubblicato il regolamento qui.
    Proprio in questi giorni ho saputo che la Regione Toscana non ci ha finanziato la classe 2.0 e sapete perché? Perché avevamo scelto due future prime e non una prima e una seconda come classi in cui attuare la sperimentazione. Incredibile vero? Come se il bando richiedesse di scegliere una prima e una seconda! E poi che senso ha? Sarei curiosa di sapere se è stata fatta la stessa scelta nelle altre regioni. Ne sapete qualcosa?
    Così probabilmente resteremo con un’unica classe 2.0 che ci siamo finanziati da soli (con un aiuto sia della provincia sia dei genitori). Peccato, perché sarebbe stato molto interessante avere una nuova classe, in cui partire con un po’ più di esperienza!

    • sabinaminuto says:

      Mi dispiace!
      Il nostro bando era per una sola classe che era una prima che diventerà nel frattempo seconda. ma credo che ogni ufficio regionale abbia agito per conto suo.

      Il “tuo” regolamento , un po’ rivisto e adattato alla scuola media ha fatto furore! Consolati. Ha ricevuto i complimenti per completezza e precisione.

      Ora devo un po’ aggiornarmi sull’uso delle App ecc ecc…
      Se hai consigli sono ben accetti.

      Ciao

      Sab

      • Luisella says:

        In realtà riusciremo ugualmente a far partire una nuova classe 2.0 grazie anche ad altri finanziamenti, quello che mi fa rabbia è il fatto che non ci sia trasparenza. Quando si fa domanda per un progetto Comenius, ad esempio, si sa PRIMA di inviare la domanda quali saranno i criteri di valutazione qualitativa che le commissioni di ogni stato membro adotteranno, e inoltre ogni domanda viene valutata separatamente da due esperti e viene fatta una media, e se le due valutazioni differiscono enormemente, si consulta un terzo esperto. Certo non ci sarà mai una valutazione totalmente obiettiva, ma la possibilità di errori grossolani si abbassa in modo considerevole. Invece i nostri USR non comunicano un bel niente, prima, e poi ogni regione fa un po’ come vuole… insomma non è proprio il modo di lavorare!
        In ogni caso sono contenta che il regolamento (che non è mio ma “nostro”, infatti ci ha lavorato molto anche una mia collega, anche a partire da materiali utilizzati da altre scuole) ti sia stato utile 😉 .

  13. Pingback: Scoprendo e riscoprendo… [2] « Laboratorio Online Permanente di Tecnologie Internet per la Scuola – #loptis

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