La mia scuola

Distruggere una scuola o la scuola è impresa apparentemente difficile, ma non troppo.

Una scuola si distrugge facendole mancare sostegno e finanza. Certamente, ma si distrugge anche vanificando gli sforzi di chi si impegna, facendo cadere nel vuoto proposte sensate ma scomode, non “proteggendo” adeguatamente gli alunni, esercitando una falsa idea di condivisione e democrazia, escludendo  il confronto reale e privilegiando il dibattito inutile, riempendosi la bocca di paroloni che suonano ma non creano, blindandosi dentro, come in una roccaforte, assediata da non si capisce chi.

La mia scuola è scomparsa quando si è chiusa al mondo, quando ha rifiutato il dialogo vero, quando ha deciso che contano solo i diritti di chi insegna e non di chi apprende.

La mia scuola è caduta per scarsa cura, per menefreghismo dei più e incapacità di molti. E’ finita  perché non c’è più nulla di condiviso, non  un progetto da costruire, non un’idea.

Solo un mesto tirare avanti al ritmo del “con quello che mi pagano…chi me lo fa fare…”.

La mia scuola è  proprio morta . E una parte di me con lei.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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3 Responses to La mia scuola

  1. maestro ale says:

    L’ha ribloggato su maestroalee ha commentato:
    Come non essere d’accordo?
    Grazie Sabina

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