Studiando si impara

“Il libro di testo è lo strumento didattico ancora oggi più utilizzato mediante il quale gli studenti realizzano il loro percorso di conoscenza e di apprendimento. Esso rappresenta il principale luogo di incontro tra le competenze del docente e le aspettative dello studente, il canale preferenziale su cui si attiva la comunicazione didattica. Il libro di testo si rivela uno strumento prezioso al servizio della flessibilità nell’organizzazione dei percorsi didattici introdotta dalla scuola dell’autonomia: esso deve essere adattabile alle diverse esigenze, integrato e arricchito da altri testi e pubblicazioni, nonché da strumenti didattici alternativi.”

Così si legge sul sito del MIUR ( l’ho scoperto oggi studiando per il mio MOOC sull’ editoria digitale).
Non mi pare roba da poco definire il libro di testo ” il principale luogo di incontro tra le competenze del docente e le aspettative dello studente”. Mi pare proprio l’ottica giusta.

E anche più sotto il richiamo alla flessibilità dei percorsi didattici mi é piaciuto.
Mi auguro che anche le case editrici comincino a muoversi.
Io sto ancora aspettando la versione in pdf dei testi in adozione che si rifiutano di concedere agli studenti della classe 2.0 ( i quali per altro il cartaceo già l’hanno comprato e pagato) .

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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3 Responses to Studiando si impara

  1. Luisella says:

    Io ci ho rinunciato, alle versioni in PDF, e sto pensando di boicottare le case editrici! Su internet si trova tanto di quel materiale didattico, almeno per l’inglese!

  2. Sabina says:

    Hai proprio ragione Luisella!
    Anche io ormai i libri li faccio da me. La scommessa dell’editoria scolastica dovrebbe essere ben altra. Non solo una semplice trasposizione del cartaceo.
    Ciao

  3. luciab says:

    Concordo con tutte e due. Trasformare un libro cartaceo in un semplice pdf ha l’encomiabile ma unico scopo di risparmiare le schiene dei ragazzi. Sarebbe già una bella cosa, se non fosse che tutti dovrebbero avere un apparecchio per leggerli a scuola, i libri!
    Comunque sì, le case editrici temono evidentemente di perdere mercato. Peccato che l’abbiano già perso: gli innovatori si muovono altrove.
    Un abbraccio a entrambe

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