Quello a cui sto lavorando

Pubblico  di seguito l’introduzione alla ricerca a cui sto collaborando della prof.ssa Angela Sugliano della Università di Genova.

Lo trovo un lavoro importante e pieno di utili stimoli. Buon anno.

Qui trovate tutte le informazioni in proposito.

IL DOCENTE E LE KNOWLEDGE COMMUNITIES A SCUOLA

Creare con gli studenti nella propria classe una “Knowledge Community” significa credere che la scuola non sia solo trasmissione di contenuti disciplinari, ma luogo di crescita e condivisione.

Per fare di un insieme di studenti e di docenti una Learning community, bisogna creare un ambiente di lavoro dove:

– il singolo

o sia a suo agio avendo uno spazio personale da gestire per lo studio personale

o abbia la possibilità di recuperare, fruire e condividere con facilità con altri risorse digitali

o abbia la possibilità di comunicare con il docente e il gruppo

o abbia la possibilità di comunicare con altri adulti significativi

o riceva feedback costante, rapido e significativo

– Il gruppo

o sia a suo agio avendo uno spazio dove gestire le attività richieste avendo chiarezza dei tempi e modi di esecuzione e valutazione dei propri risultati

o possa comunicare con semplicità con il docente e fra membri

o possa comunicare con altri adulti significativi

o possa mostrare agli altri il lavoro svolto per ricevere plauso e riconoscimento

La comunità si crea quando tutti gli attori sono concentrati nella realizzazione di una “missione” (l’apprendimento) avendo frequenti possibilità di comunicazione e scambio all’interno di uno spazio condiviso.

Il garante della Knowledge Community non può che essere l’insegnante (o l’intero della cl consiglio della classe) che crede in una didattica personalizzata cioè orientata non solo alla disciplina ma alla crescita e sviluppo dell’intera persona. Attenzione alla persona – quando parliamo di ragazzi adolescenti – significa riconoscere che gli studenti hanno le seguenti caratteristiche/bisogni:

– I ragazzi adolescenti hanno in primis il bisogno di appartenere a un gruppo e svolgere attività che li portano in relazione con gli altri: il confronto con i pari e con adulti di riferimento è il processo che guida alla costruzione della propria identità

– I ragazzi hanno bisogno di vedere realizzati i propri sforzi (creativi e cognitivi) in risultati concreti che abbiano un senso per loro nel presente e non solo in una prospettiva futura.

– I ragazzi di oggi che usano in modo esteso tablet, cellulari smart, social network, contenuti digitali, si aspettano di utilizzare le medesime patiche anche mentre studiano.

Quella che vogliamo esplorare qui è la Comunità di Conoscenza che si sviluppa anche grazie all’uso delle tecnologie digitali.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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5 Responses to Quello a cui sto lavorando

  1. map85 says:

    Ciao, Sabina.
    Da due anni ho aperto per i miei alunni un ambiente (in Wikispaces, lo stesso che stiamo usando col prof. Andreas per il #loptis ) che permetta loro, operando sia singolarmente che in gruppo, di
    lavorare, (partendo dalle conoscenze acquisite attraverso lo studio), per competenze, focalizzando e approfondendo i temi di loro maggior interesse.
    I risultati sono buoni, ma a macchia di leopardo: dei 4 Wikispaces fondati (uno per ogni classe e materia di insegnamento, solo uno funziona veramente bene, e anche quello vede il coinvolgimento solo di un terzo della classe.
    Comunque, se ti interessa approfondire l’argomento per il tuo progetto, sono pronta ad invitarti nel wiki di classe come osservatrice esterna; l’ho già fatto del resto, su loro richiesta, per alcuni colleghi.
    A presto
    M.Antonella

  2. Andreas says:

    Sabina, c’è qualcosa che non va nei link…

  3. Sabina says:

    Sono fuori casa…appena posso rimedio. Grazie prof

  4. sabinaminuto says:

    Ora ho rimediato. Buon anno (di lavoro) prof!

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