La scuola che (voglio) vorrei

Io ho la mia idea di scuola. Ne ho una forte, chiara e ben piantata nella mia testa.

La articolerei intorno a questi punti cardine, non nuovi, né miei ma essenziali anzi vitali.

  • Il percorso deve essere sempre al centro del mio essere docente. Non una serie di obiettivi, o di contenuti o ancor peggio il programma ( brrrr). Un percorso di competenze che ogni studente deve acquisire e che io ho ben chiare nella mia testa. Devo insegnare ad essere lettori e scrittori. In tutti i modi che riesco e che mi vengono in mente. Non la storia della letteratura ma come leggerla, non il tema per la maturità ma tecniche e pratiche di scrittura, compiti autentici, reali, utili.
  • Devo considerare sempre al centro lo studente non il voto. Anzi proprio del voto mi devo interessare pochissimo. Fosse per me lo abolirei e lo sostituirei con un giudizio. O ne darei uno ma bello solido e pensato alla fine del percorso, se lo stato me lo impone. Un voto con dei descrittori precisi che non quantifichi ma se mai qualifichi. Che non induca lo studente a cadere nella trappoletta del “quanto mi da?” ma ci aiuti a ragionare su cosa so fare o potrei fare meglio.
  • Vorrei una scuola dove la professione docente fosse professione e non passatempo, riempitivo, modo per assicurarsi una pensione. La mia scuola deve avere un’ ideale alto da perseguire ( formare i giovani ditemi poco!) e docenti adeguati, preparati, motivati anche perché retribuiti equamente. Vorrei che la mia professione fosse tale, non scelta e non ripiego, ma nemmeno missione. Fosse un essere, un modo di stare nel mondo e di credere fortemente all’utilità del proprio lavoro
  • Vorrei una scuola senza libri inutili ma dove ciascuno facesse da sè il suo libro o ne facesse a meno. Nell’era del web3.0 è possibile. Vorrei inventare ogni giorno percorsi diversi per alunni e classi diverse soppesando argomenti, stili cognitivi, problematiche educative.
  • La mia scuola deve essere inclusiva. Deve preparare tutti per quello che ognuno può dare, non deve perdere nessuno per strada, deve recuperare non escludere, deve parlare di come far crescere anche chi fa fatica non di come punire quelli che non studiano.
  • La mia scuola deve avere un occhio forte  alla cittadinanza attiva. Insegnare con l’esempio e non esercitando un potere, ma deve essere maledettamente seria e rigida sulle regole del comportamento civile.
  • La mia ipotetica scuola deve basarsi sull’assoluta condivisione di ideali, scelte pedagogiche, educative e didattiche con il DS e i miei colleghi. Deve essere frutto di confronto e dibattito interno serrato e professionale e di ponderate scelte metodologiche condivise.
  • La mia scuola deve avere aule pulite e accoglienti senza disegni osceni sulle pareti che mi urtano tanto e mi offendono come donna.
  • La mia scuola deve essere aperta al mondo, alla vita in tutte le sue mille sfumature. Deve stare davanti , all’avanguardia del nuovo sapere condiviso dai media e dai Social non fare da retroguardia, stanca, spaventata, impreparata, chiusa nelle mura dorate di un sapere che non esiste più.
  • La mia scuola deve parlare al cuore degli studenti, cercare e sviluppare talenti, orientare nel mondo e nella vita. Deve indicare strade non precluderle, essere pronta a ricredersi, saper insegnare strumenti, scoprire passioni, dare un senso al nostro essere qui ed ora, al nostro camminare insieme con gli studenti e non contro di loro.

Ecco. Questa è la scuola che voglio ( vorrei).
vorrei_voglio.jpg

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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3 Responses to La scuola che (voglio) vorrei

  1. Letto così, di getto, non appena mi sono collegata con il mio smartphone. Sottoscrivo ogni parola. E sento forza e determinazione in questo tuo pensiero che è anche il mio.
    Sono una “silenziosa”
    IWT. Vi leggo ammirata nella consapevolezza che la strada che indicate…. mi piace assai perché corrisponde alla mia. Devo solo trovare tempo e modo di impegnarmi sul serio nella direzione indicata.
    Grazie!

  2. soudaz says:

    Reblogged this on Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino) and commented:
    La Scuola che voglio… di Sabina Minuto

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