Il programma e il 476 dc

Nella gran costernazione e fatica di questi giorni tutto mi sembra storto e mal fatto. Sono delusa dal mio lavoro: avrei voluto ottenere di più, avrei potuto ottenere di più specie in una classe. Stamane ho misurato proprio la mia incapacità di creare percorsi. Non ce l’ho fatta. Studiano, se studiano, solo per avere un voto, il voto, quel voto. E dunque saltano spesso le mie ore perché si ritengono a posto. Io voti ne ho tanti ma continuo a lavorare e a interrogare ma questo non è concepibile. Non passa proprio.

Oggi ho detto facciamo ancora questo brano insieme (era Manzoni “la madre di Cecilia” ) e mi sarebbe piaciuto collegarmi allo strazio di oggi a Manchester anche. Ci avevo pensato in macchina mentre andavo a scuola. Giovani vite strappate dalla falce come dice l’autore. Ma i miei alunni non credono si possa lavorare ancora. Si agitano, giocano tutto il tempo con quel coso volteggiante. Mi chiedono : “Ma perché prof?” Vuole insegnare ancora, intendono, far lezione. Io ribalto spesso le domande e allora chiedo .” Secondo voi?” E loro: “Per il programma”. Allora ho comunicato alla platea una serena verità: il programma non esiste più da un bel po’ di anni; esistono le linee guida e le competenze, non il programma. E ho commentato che, però, nella scuola nessuno se né è accorto, forse una minima parte dei docenti.

Così uno dei più svegli ha detto questo: ” Proprio come alla fine dell’impero romano, nel 476. Era cambiato tutto ma nessuno ancora lo sapeva”.

Fine.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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