Sul leggere

img_3146Io penso che la lettura debba essere di tutti e aiuti la vita di tutti. Aiuta a costruirsi una visione del mondo, a sperimentare percorsi, a vivere esperienze anche non proprie, ma profonde. Aiuta a trovare parole, a vedere e a essere visti. Aiuta a trovare strade in sé, a riconoscersi come esseri viventi e pensanti.
Se hai un grande dolore non avendolo mai sperimentato prima difficilmente troverai le modalità per farvi fronte. Ma allo stesso modo, pur non avendolo sperimentato, se hai letto di un grande dolore in un libro che ti ha appassionato forse troverai qualche parola o qualche segno o qualche strumento in più a cui ispirarti. Lo dice Umberto Galimberti in un suo saggio. E io lo trovo assolutamente veritiero.
Da piccola ho letto credo dieci o dodici volte Piccole Donne. E non mi bastava mai. E ricordo bene che le delusioni amorose di Jo mi parlavano ben prima che io le avessi provate sulla mia pelle. E quando le provai non che stessi meno male, ma sapevo della loro esistenza.
Questo per dire cosa?
Per dire che quest’anno probabilmente avrò due terze dell’istituto professionale che affronteranno l’esame di qualifica. Qui da noi si usa che la regione, avete capito bene, la regione Liguria scelga ben 3 romanzi da far leggere ai ragazzi di tutti gli istituti,
sui quali poi si farà una parte dell’esame scritto.
Io sono preoccupata e molto in imbarazzo. Questo va contro tutto quello a cui io credo e al mio modo, come IWT, di affrontare in classe la pratica della lettura.
La lettura non si impone. Si guida e si sceglie. Questo è uno dei miei punti fermi. Io creo una comunità di lettori o cerco di farlo in classe. Propongo svariati testi e gradualmente avvio ciascuno a trovare un suo percorso di avvicinamento.
Il verbo leggere, dice Pennac, non sopporta l’imperativo.
Non voglio e non credo che sia mio dovere imporre la lettura di testi e non voglio nemmeno ridurmi, come fanno molti colleghi, a dare ai ragazzi i riassunti dei testi scaricati da Wikipedia o a propinare loro il film, per far prima.
L’antilettura a mio modesto parere.
Ma scherziamo?
E dove finisce il mio essere educatrice e il mio far assaporare a ciascuno il piacere di trovare un libro che ama e lo cattura?
Io voglio dispensare la possibilità di conoscere la bellezza e trovarla nelle parole.
Cosa faró? Mi son chiesta.
Così: andrò al tradizionale incontro con la regione, se mi manderanno, e esporrò il mio pensiero sulla didattica della lettura. Proporrò soluzioni intermedie che possano conciliare le posizioni.
Come dice Chambers la lettura richiede “il suo tempo” che è anche quello del lettore.
Non posso certo far leggere tre libri come io vorrei ai ragazzi, a tutti perlomeno. Alcuni mai hanno letto anche solo un fumetto. Perché devo partire già perdente?
Quindi cercherò una terza via: proporrò meno testi, proporrò libertà di scelta. Se non sarà accettata proporrò qualche titolo che penso adatto pervogni classe. Mi batterò per questo.
Se non ci riuscirò pazienza.
Ma non avrò il rimorso di non averci provato.
Non rinuncio all’essenza di un lavoro in cui credo. Per nessuna ragione al mondo.

Advertisements

About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
This entry was posted in Pensieri. Bookmark the permalink.

2 Responses to Sul leggere

  1. Paola says:

    Non conoscevo questa bella scemenza

  2. Pingback: Sul leggere — sabinaminuto | Il Blog di Tino Soudaz 2.0

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s