Intervallo

Oggi il giornale cittadino titola a grandi lettere che in una scuola di qui, dove lavoravo lo scorso anno, per punizione è stato sospeso l’intervallo per tre giorni.

L’intervallo sarebbe quel momento di pausa tra le lezioni della mattinata.

Non conosco le motivazioni, nè l’accaduto. Dunque non posso giudicare. Il giornale non mi pare fonte ufficialmente affidabile.

Però conosco quella scuola e so che decisioni del genere erano già state prese in passato, più volte.

Quindi io non giudico, rifletto perché leggere titoli del genere mi fa molto male.

Io credo nella scuola, fortemente come ambiente di apprendimento e di inclusione. Uno dei pochi luoghi democratici ( forse) rimasti. Almeno nelle intenzioni. So che si potrebbe obiettare molto su ciò ma sorvolo. Dunque un ambiente dove si apprende . Cosa in primis? Basta leggere le Linee guida. Ad essere cittadini e a stare nel mondo con criterio e strumenti adeguati. Tutti sanno che si impara con l’esempio, spesso. Ma quale esempio? Chi può davvero dire di essere stato per questi ragazzi un adulto esemplare? Chi può davvero, facendosi un esame di coscienza, dire che davvero abbiamo messo in atto gli strumenti idonei a creare sempre cittadini e non esseri umani da ingabbiare in classe per punizione?

Sé questa punizione, già presa in passato, viene reiterata forse non ha del tutto funzionato. Forse reprimere con i nostri adolescenti di oggi non ha più il senso che aveva un tempo.

Lavoro in una scuola che amo e che da tutti è considerata “l’ultima spiaggia”. Molti docenti non ci vogliono rimanere. Se ne vanno dopo pochi giorni. È vero i ragazzi spesso osano, provocano, esagerano. Ma nessuno ci ha mai detto che il nostro sia un lavoro facile. Un lavoro non per tutti . Questo sì. Eppure nella mia scuola mai, dico mai, sospendiamo l’intervallo.  Come ai detenuti  l’ora d’aria. Semplicemente perché si parla e c’è sotto un progetto educativo condiviso.

Senza di esso insegnare  è impossibile, senza la creazione di un clima, di una comunità che non divide bravi e cattivi ma restituisce a tutti il dovuto. Il suo dovuto. Alla persona singola non alla massa di studenti nel suo insieme. Unicuique suum. In tutti i sensi. Nel richiamare ciascuno al rispetto delle regole, ma anche nel dare a ciascuno la dovuta attenzione educativa, la cura che esso esige come individuo. Non credo si educhi alle regole con azioni punitive. Purtroppo anche la pedagogia contemporanea, la psicologia, le didattiche recenti lo confermano e lo insegnano a chiare lettere.

Che peccato vedere titoli così sul giornale. Fa male a me e anche alla scuola.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado.
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