Martin Lutero e l’espositivo

Cosa c’entra il monaco agostiniano delle 95 tesi con la tipologia testuale citata? Apparentemente niente. Ma. Ma dopo 8 anni di WRW ho capito che, alle superiori, se voglio applicare il WRW e nel contempo ricavare il maggior rendimento possibile dai ragazzi devo unire le due discipline: storia e letteratura, lettura e scrittura. Così lavoro dall’anno scorso e ancora di più da quest’anno. Una strada che mi sembra sempre più centrata e più chiara man mano che procedo.

Ecco allora che abbiamo affrontato la storia per scrivere noi un testo espositivo, impresa abbastanza complessa ma gestibile anche nel mio istituto professionale. Se devo studiare su un testo scolastico studio in realtà su un testo espositivo, che informa, espone, fornisce notizie da apprendere. Io ho pensato che avrebbe funzionato meglio il contrario. Il testo espositivo ( in ogni sua parte) deve essere costruito dai ragazzi. Le notizie vengono fornite da me leggendo ad alta voce un manuale che ho comprato dopo la segnalazione della mia collega Tonia La Manna. Si tratta di “Breve storia del mondo ” di E. Gombrich. In più ho sempre lasciato ai ragazzi la possibilità di cercare notizie sul web con il cellulare.

In pratica faccio così: leggo ad alta voce il capitolo interessato e interessante. In questo caso quello sulla riforma e le guerre di religione. I ragazzi non hanno il testo davanti. Devono esercitare tutte le capacità di ascolto ed annotare. Usiamo lo schema a Y sostituendo alla voce ” impressioni” la voce ” accadimenti”. Molto meglio che fatti! Per due, tre sessioni procediamo in codesto modo.

Nel frattempo le ML affrontano le caratteristiche del l’espositivo: quest’anno ho lavorato molto sull’incipit, sul finale, sulla struttura del paragrafo ( scatola/ proiettili). Ogni ML il coinvolgimento attivo riguardava la scrittura di una parte piccola di espositivo storico.

Poi ho elaborato uno scheletro guida: molto utile per i ragazzi e anche per me. Una scelta vincente perché ragionare sulla struttura del testo è un elemento di prewriting importante. Credo anzi si sia rivelato faticoso, a volte molto faticoso, ma indispensabile.

Nelle sessioni di laboratorio, intanto, ognuno ha cominciato a impostare il suo testo di storia. L’argomento era scelto da me, ma la linea su cui lavorare, il tema centrale è stato scelto da loro. I titoli infatti sono stati tutti diversi perché ognuno ha messo in luce delle vicende quelli che più lo aveva interessato. Qui sono state fondamentali le connessioni. La religione che cosa è per me? Oggi si fanno guerre di religione? Ci vorrebbe oggi una “riforma” nella Chiesa? Il celibato dei preti è ancora un tema attuale? E la confessione? E la scomunica?

Un insieme di domande che ci ha impegnato per alcune lezioni a negoziare e cercare significato. Un significato della “storia” che la rendesse degna di essere studiata anche oggi.

Infine, dopo svariate bozze e questa volta una discreta revisione, hanno ultimato i loro pezzi e consegnati.

Una soddisfazione: non un incipit uguale ad un altro, non un titolo sbagliato, temi che emergono potentemente dai testi scritti, linee di lavoro ben definite. Ciò che più mi è piaciuto è stato l’uso di una scrittura assolutamente non formulare o stereotipata. Un alunno ha principato la sua conclusione chiedendosi cosa un monaco del XVI secolo potesse insegnare ancora oggi ad un ragazzo del 2018. Un altro ha parlato nell’incipit della potenza della religione sulle nostre vite. Qualcuno è arrivato a scrivere di sentirsi in fondo protestante apprezzando molto l’idea del rapporto intimo fra il fedele e Dio.

Ho dato valutazioni ( partendo da una rubrica condivisa in precedenza e concordata con loro) molto alte. Ognuno nel suo piccolo o grande ha scritto e lavorato. Ognuno ha detto la sua e ha costruito un testo coerente e coeso.

Il “nostro Martino” ( cit. dal testo di Luca) ha lasciato il suo segno anche in quarta manutentori.

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado, a Savona, a metà strada tra il mare e le montagne. Collaboro con il gruppo IWT, per cui sono anche formatrice. Mi interesso di teatro sociale con T21. Viaggio. Scrivo.
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