Tappe 2 e 3: Tuffo nei ricordi. Contrasti e contraddizioni.

Contrasti e contraddizioni

Tuffo nei ricordi

Ecco qua. altri due momenti che userò per l’analisi dei Promessi Sposi e di altri testi da leggere in classe. Vediamo se funziona. Io ci credo.

Credo che la lettura vada fatta amare e che solo sperimentandola da vicino funzioni. Credo che solo chi la ama trasmetta amore per essa.

Credo che nulla è troppo difficile se trovi il gancio che ti può permettere di parlare con gli adolescenti di oggi, di una scelta fatta per obbligo o di un comportamento dettato da un passato pesante e inaccettabile. Tematiche che parlano a tutti . Anche al cuore di un adolescente del XXI secolo.

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Momento lampadina

Momento lampadina

Sto iniziando il percorso del laboratorio di lettura. Come insegna il nostro metodo “Note and notice”.  Da mercoledì ci proviamo.

Ho scelto il racconto “Il Rinoceronte” di M. Lodoli. il seguito alla prossima puntata.

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Che cosa succede al nostro IO quando leggiamo

Da leggere e meditare.

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di Massimo Recalcati*

libriUn nuovo tabù invade il nostro tempo: è il tabù della lettura. Il lamento è unanime: non si legge più, non si acquistano più libri né giornali, non si dedica più tempo alla pratica della lettura. Meglio l’accesso immediato alle immagini, meglio il loro consumo rapido. Sappiamo bene che la lettura non è un esercizio facile; implica pensiero, applicazione, concentrazione, solitudine. Un libro non è un programma televisivo; leggere implica la pazienza del tempo, non risponde al consumo senza filtri dell’immagine.

Ma cosa accade quando leggiamo? Prendiamo le cose alla loro origine. Per leggere bisogna ovviamente conoscere la lingua nella quale il libro è scritto. Ma qual è stata la nostra prima lingua? La prima lingua non è stata quella di cui si nutre a prima vista la lettura. La prima lingua non è la lingua nazionale, quella stabilita dal codice del linguaggio, ma una lingua…

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L’Invalsi non è

La prova INVALSI nazionale non è la scuola. Non esaurisce tutto ciò che io faccio o cerco di fare a scuola. Non è l’insegnamento della mia disciplina. Non è una valutazione del mio operato, non è una valutazione della scuola, né dei suoi docenti.

La prova Invalsi non riassume tutte le doti né le caratteristiche di un buon lettore né scrittore. La prova Invalsi non è diversificata per tipologia di scuola, né per tipologia di alunni. La prova Invalsi non tiene conto delle peculiarità di ogni percorso didattico, non ricorda che esiste l’insegnamento individualizzato, che non è possibile valutare tutti alla stessa maniera proprio perché siamo tutti diversi e raggiungiamo lo stesso obiettivo con percorsi diversi.

La prova Invalsi non è da prendere sottogamba o da sottovalutare,  è semplicemente una delle tante prove a cui sottoporre gli studenti durante l’anno. La prova Invalsi non decide della mia didattica né della mia bravura come docente, spesso nemmeno di quella degli studenti.

La prova Invalsi non può essere superata solo tramite l’addestramento o le simulazioni. La prova Invalsi non è centrale nella mia didattica, non mi angoscia e francamente mi interessa poco.

La prova Invalsi non può essere considerata primario scopo di una a azione didattica, qualsiasi essa sia. La prova Invalsi non è. Punto.

Perché in un mondo in cui  sempre di più tutti seguono percorsi diversi e mai standardizzati,  dove la scuola ogni giorno combatte per IN-segnare ,”ognuno è storto a suo modo ed e educare vuol dire prendersi cura della stortura di ognuno” (Massimo Recalcati)

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Percorso in 3 tappe per scrivere poesia

 

Scrivere  richiede una buona dose di coraggio. Scrivere ci fa riflettere su di noi, ci aiuta a conoscerci. per questo ho iniziato quest’anno il laboratorio di scrittura dalla poesia. Così si impara il peso delle parole e delle pause, si impara a scegliere, a dare valore, a meditare su tecniche e significati. Sulle parole “spesse” come le chiamiamo noi in classe. Le parole piatte non ci piacciono, le usano tutti. Noi siamo per quelle che raccontano, parlano, suggeriscono, strappano il cuore. O almeno ci si prova.

Qui la prima lezione con Caparezza, le parole, la china e Wislawa Szymborska.

Qui lezione su Dylan, il nobel, la musica e la poesia.

E qui quella che incorpora la lezione di scienze sulla cellula nel laboratorio di poesia.

Tutti possiamo provarci, proprio tutti.cuore-sbadato-05

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I libri

quando si scrive con il cuore e si ha una grande insegnante!

Scrittori#Lettori

I libri

I libri sono poesie e fantasie

I libri sono speciali perché non spariscono dal tuo cuore

I libri ti portano in un altro mondo

I libri sono come il tramonto

I libri sanno ascoltarti e amarti

I libri fogli incompresi

I libri immagini che non puoi decifrare

I libri contengono magia

I libri sono diversi come ogni persona

I libri sanno parlare

I libri non ti abbandonano mai e poi mai

I libri viaggiano nel tempo e non si fermano

I libri sono di tutti

(G.P.)

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Come finisco il mio testo? Appunti di scrittura di domenica mattina

new-piktochart_172_ebd020cbb7c626aefe833ff217ca3ce85ba403baA scrivere si impara. Anche. Esiste il talento, quella sensibilità per la parola, le storie , le pause, i silenzi, i pensieri che non tutti hanno. Va bene.

Però esiste anche la tecnica. Sto lavorando sul testo autobiografico in seconda meccanici, non proprio una classe di scrittori, diciamocelo. Ma ci si prova.

Insegno da ormai 29 anni e fino a pochi anni fa mi sono sempre chiesta:” Perché quegli alunni che scrivono male a settembre a giugno scrivono ancora nello stesso modo? Cos è che non va nel mio modo di insegnare la scrittura?”

Adesso lo so. Dovevo scegliere un approccio laboratoriale e più creativo. Scrivere è sempre una scelta, è prendere posizione di fronte alla realtà e dire per scritto ciò che mi passa per la testa. Se questa realtà mi è avulsa, lontana, odiosa non scriverò mai.O meglio scriverò ma non migliorerò perché non posso dedicare tempo e sforzo ad un qualcosa che percepisco inutile e lontano. E dunque ora lavoro così grazie  a Jenny Poletti e ad altre fantastiche colleghe.

Domani lavoreremo sulla conclusione del testo come si vede sopra. Il come iniziare già lo abbiamo affrontato. A mio modo certo, copiando da incipit famosi o sperimentando sequenze diverse. Si impara copiando, lo dico sempre. e gli studenti strabuzzano gli occhi e ridono, sotto i baffi . (veri).

Ma io rido insieme a loro: non sanno quanto il copiare intelligente sia fondamentale nella vita.

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Dal meno al più: riassumere espandendo.

Grazie Silvia sempre preziosa e molto più brava di me.

Laboratorio di parole

Può sembrare un ossimoro ma non lo è.  Ieri abbiamo provato a riassumere espandendo e, devo dire la verità, il risultato ottenuto dai ragazzi, anche in termini di sviluppo della competenza del parlato non è stato per nulla negativo.

Avrete già capito che cerco sempre di prepararmi le lezioni quasi nei minimi particolari: non mi piace improvvisare in classe, a meno che non salti fuori all’ultimo secondo – o anche in corsa – un’esigenza dei ragazzi che mi imponga di chiudere momentaneamente libri e quaderni e di dedicarmi ad altri tipi di lezione.  Comunque: qualche giorno fa stavo leggendo uno dei testi che avevo scelto di trattare in classe,  come sempre senza aver nessuna idea a priori sulla competenza da sviluppare.

14808113_10211246696349358_1445425720_oSi trattava di “Prometeo e Pandora”: testo presente sulla nostra antologia e raccontato da M. Gibson (trad. G. Malesani) in ordine cronologico e, come tuuuuuttti i brani contenuti nei…

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Io e l’italiano

E’ da un po’ che ci penso. Al senso che ha questo mio essere docente di italiano alle scuola superiore. Ci penso perché vedo che io sto andando da una parte e molti colleghi da un’altra.

Non voglio dire che io abbia ragione, o sia meglio, o più preparata , o non so che. E’ che proprio non riesco più a lavorare come facevo anche solo 5 anni fa.  Non ci riesco perché quelli davanti a me non sono gli studenti di 5 anni fa o 10. Non lo sono e non lo saranno mai più. E  anche io non sono più quella docente. Ho sperimentato, appreso, studiato, vissuto. Ed ora la mia idea di scuola e di  come insegnare italiano è proprio diversa.

Eccola in punti:

  • io devo insegnare competenze quindi quelle che mi sono attribuibili sono leggere e scrivere
  • leggere: amare la lettura, entrare nei testi, coglierne il senso ma anche la bellezza, scegliere libri adatti a noi, abitare nei libri come in un luogo caro
  • scrivere: amare l’arte dello scrivere, sperimentare tecniche, usarle per esprimere e indagare se stessi, mettersi alla prova come scrittore, riconoscere le caratteristiche dei grandi scrittori.

Tutto qua. Insomma non c’è molto altro. Sì la grammatica, un po’ ovviamente; ma è quella che fa di uno studente un bravo studente? Non credo

La letteratura? Sicuramente, adoro insegnarla, ma non in quanto contenuti aridi, dati, nomi, fatti. In quanto parole che suonano, creano realtà, dilatano i tempi della vita, indagano il nostro io meglio di noi stessi.

Son solo capace di lavorare così. Amando quello che faccio. Sfruttando le possibilità che la tecnologia mi offre, stando nel mondo, DENTRO al mondo, non fuori.

Perché so cosa  pensano gli studenti: che quello che diamo loro è inutile, a loro non appartiene, è altro, lontano. Io lotto tutti i giorni per stare con loro dentro al mondo, non fuori, per dare senso, per costruire percorsi comprensibili, per offrire visioni e prospettive nella nostra società così difficile e così complessa. Questo penso di dover fare. E tutti i giorni ci provo. Con risultati alterni, ma ci provo.

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5 cose da non fare in estate

Ho deciso che devo iniziare da qualche parte. Con ritardo ma da qualche parte.

E allora domani dopo presentazioni e chiacchiere partiamo con il WW, laboratorio di scrittura creativa.

Un piccolo assaggio di cosa sia scrivere di sé. Per imparare  a narrare  e a costruire il proprio mondo interiore. Scrivere è una scelta, si sceglie che dire, si scelgono le parole, le pause, il ritmo, l’intreccio, la voce.

Scrivere è una presa di posizione nei confronti della realtà.

Partiamo dall’estate appena finita e proviamo a darci delle regole, al contrario.

5 cose da non fare

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