Le cose di Anna.

Ho fortemente voluto la partecipazione dei miei studenti al concorso Aned sulla Shoa. Di questi tempi è importante. L’ho fortemente voluto come compiti autentico: scrivere per essere letti e essere anche giudicati in questo caso.

Non volevano partecipare. Molti. “Non siamo del Liceo prof!” “Tanto non vinciamo” “È roba per quelli bravi”. Io ho insistito  e alla fine l’abbiamo fatto.

Tema: il ritorno

Percorso. Ho deciso di parlare del non ritorno. Quelli che NON sono tornati e, soprattutto, quelli che sono rimasti ad aspettare.

  • Abbiamo letto “L’albero di Anne” un illustrato molto affascinante. Lavorato sulle immagini, sul punto di vista delle cose. L’albero come protagonista di una storia. L’albero che racconta.
  • Abbiamo scoperto la memoria delle cose. E quindi affrontato l’idea che anche esse possano raccontare.
  • Abbiamo scelto quindi la “prosopopea”, un genere antico. Far parlare gli oggetti che restano, di un defunto.
  • Il diario di Anna è stato una miniera di idee. Certi suoi passi vivono di oggetti, di racconti di come le cose riempissero le sue giornate.
  • Abbiamo poi avuto la necessità di “vedere” con i nostri occhi. E allora c’è la visita virtuale della casa museo di Anna. In 3 D rivivi tutta la sua storia. Scopriamo nella sua camera gli oggetti della sua vita.
  • Ascoltiamo poi Liliana Segre. Anche il racconto di chi è tornato, invece, può essere utile. L’orrore si conosce solo dalle parole di chi l’ha visto.
  • Quindi laboratorio secondo la metodologia del WRW: scelta ( un oggetto) modeling ( un testo mio) scrittura autonoma, ML sulle tecniche( personificazione già fatta in poesia, punto di vista, 5 sensi e via dicendo)

Finito. In settimana abbiamo consegnato. Una fatica immane, in effetti. Perché per certi miei studenti scrivere è davvero fatica. Se vieni dalla Nigeria o dall’Etiopia o dalle bocciature ripetute, scrivere è sempre una scommessa che accetti ma ne hai paura. Eppure hanno lavorato. Con impegno.

I risultati si vedranno. Non spero nella vincita, ma sono felice solo per il fatto che anche noi ci siamo messi in gioco e ci siamo in quel consesso, pronti ad essere giudicati.

A mio avviso qualcosa di bello c’è, in effetti.

Vi lascio qui un piccolo esempio.

Ciao Anna .

Ti ricordi di me?

La mia seta color di rosa. rosellino chiaro, senza di te ha smesso di brillare.

La polvere mi vuole far sparire come i soldati che ti hanno portata via. Da quel giorno le cose, qua dentro, sono cambiate.

Mi mancano le domeniche quando mi indossavi e ci guardavamo allo specchio e pensavamo e fantasticavamo della grande festa  per la Liberazione dei campi che avremmo fatto a fine della guerra.

Mi manca il calore e l’amore che mi davi.

Il tuo profumo rimarrà invece sempre nel mio cuore.

Guardarti mentre scrivevi mi rilassava e mi rendeva felice come quando i tuoi capelli mi facevano il solletico sul colletto.

Ora mi ritrovo solo nella casa al 263 di Prensengacht.

Adesso è un museo e una casa conosciuta da tutti.

Il tuo sogno si è avverato: ora sei una grande scrittrice.

Spero che non mi dimenticherai, mai nonostante gli anni passati, ti voglio bene.

Spero che tu, dovunque tu sia, sia felice.

Cordiali saluti dal tuo vestito migliore.

 

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About sabinaminuto

Insegno lettere nella scuola secondaria di II grado, a Savona, a metà strada tra il mare e le montagne. Collaboro con il gruppo IWT, per cui sono anche formatrice. Mi interesso di teatro sociale con T21. Viaggio. Scrivo.
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3 Responses to Le cose di Anna.

  1. soudaz says:

    Sai essere l’ insegnante che uno sogna. Grazie

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